Libri da leggere almeno una volta nella vita

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Ci sono libri da leggere almeno una volta nella vita, che non possono mancare sugli scaffali delle nostre librerie.

Si tratta di opere fondamentali che hanno lasciato un’impronta nella società e ne hanno influenzato i cambiamenti.

Per questo motivo dovrebbero far parte del nostro bagaglio culturale; infatti, ci permettono di comprendere meglio l’evoluzione e l’essenza stessa dell’essere umano, la nascita di alcuni fenomeni di massa e, cosa non da poco, di capire di più noi stessi.

Alcune storie ci costringono a riflettere e quindi a fare un lavoro personale intimo e profondo.

Altre funzionano un po’ come dei portali che ci aprono verso altri punti di vista stimolando la nostra fantasia.

Ad esempio, certe narrazioni ambientate in futuri distopici che lette ai giorni nostri sembrano quasi profezie.

Pensate al concetto di Grande Fratello esposto nel libro di George Orwell “1984” … quanto sconcerto nel rileggere oggi quelle righe?

Ovviamente stilare una vera e propria lista dei fondamentali risulta impossibile.

La scelta è davvero personale e, anche volendo provare, sarebbe    utopico decidere un numero di opere letterarie da includere.

Quindi questa, più che una vera lista completa dei libri da leggere una volta nella vita, vuole essere uno stimolo ad iniziare a costruirne una.

Ognuno di noi dovrebbe tentare questo esercizio partendo da letture già fatte e ampliando la ricerca.

Il vero arricchimento inizia proprio avvicinandosi a testi che mai avremmo pensato di tenere fra le mani.

I classici sono un grande esempio, assolutamente disdegnati dalle nuove generazioni temendo si tratti di letture vecchie e noiose nelle cui trame risulta impossibile immedesimarsi.

Eppure, resteremmo meravigliati di quanti insegnamenti racchiudono e di come emozioni, sentimenti e tormenti raccontati siano identici ai nostri.

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L'arte della guerra di Sun Tzu

Scritto nel 500 a.C., questo libro rappresenta il perfetto esempio di co-me l’arte, a differenza degli uomini, non invecchia mai.

Così ricco di insegnamenti da essere ancora oggi un testo modello per corsi di management e organizzazione.
A dispetto del titolo qui non si parla solo di guerra, ma di come superare e gestire i conflitti, risolvere problematiche e situazioni difficili.

È stato preso come ispirazione per le basi della filosofia orientale e so-prattutto per un concetto fondamentale e attualissimo:

“la migliore battaglia è quella vinta senza combattere”.

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Il giovane Holden di J. D. Salinger

Qualcosa di più vicino a noi, siamo negli anni ’50, ma altrettanto influente sulla società.

Un racconto in prima persona narrato da Holden Caufield un ragazzo di 16 anni proveniente da una famiglia benestante, espulso dal college decide di tenere i suoi genitori all’oscuro, aspettando l’arrivo del Natale in un albergo.

La storia si concentra sugli eventi di un solo fine settimana portando alla luce rabbia, delusioni e tutto il pacchetto di emozioni tipici dell’adolescenza.

Quella ribellione verso il conformismo e la falsità che ancora oggi, nonostante i molti anni di distanza dalla pubblicazione, guidano ogni adolescente nelle sue scelte e sono i pilastri del percorso di crescita.

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American psycho di Bret Easton Ellis

Un libro crudo, violento e che arriva come un pugno.

Un testo in cui la violenza viene non solo raccontata, ma arricchita di dettagli che fanno immergere il lettore nella scena descritta.

Patrick Bateman, un broker finanziario di Manhattan vive in un lussuoso appartamento in centro.

All’apparenza non gli manca nulla, è bello, giovane e ricco. Frequenta i locali migliori, palestre e club esclusivi, ma capiamo quasi subito che la sua meticolosità nelle routine quotidiane ha un che di patologico.

Infatti, quando arriva la notte, da giovane in carriera si trasforma in un sadico serial killer mettendo in luce gli aspetti più spietati dell’animo umano.

Vediamo la manifestazione estrema e crudele del potere sugli altri, un potere tale da diventare una droga potente.

 Il potere può trasformare gli esseri umani in veri e propri mostri, questo ci racconta Breat Eston Ellis.

Oltre a darci un quadro della società dell’apparenza, bella e luccicante all’esterno, ma che nasconde perversioni e brutture inconfessabili.

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Lolita di Vladimir Nabokov

Un romanzo dalla storia travagliata: pubblicato nel ’55 da una casa edi-trice di letteratura erotica (l’unica disposta ad accettare un testo consi-derato scandaloso) per poi essere bandito nel ’56 per due anni dal mini-stro degli Interni francese.

Nel 1958 finalmente esce la prima edizione americana che diventa in poco tempo un best seller e, l’anno dopo, Mondadori lo pubblica anche in Italia.

Il romanzo è la storia del professore di letteratura Humbert Humbert, voce narrante per tutto il racconto.

A trentasei anni, dopo un matrimonio fallito e un esaurimento nervoso, si trasferisce nella piccola città nel New England dove perde la testa per la figlia dodicenne della sua affittuaria: Dolores, o meglio, Lolita.

Dal momento in cui le loro vite si incrociano inizia un racconto delicato, mai volgare o imbarazzante per il lettore di questo amore impossibile.

Una storia d’amore che è un concentrato di tabù: l’evidente differenza d’età dei protagonisti e la protagonista femminile a metà strada tra l’infanzia e la pubertà.

Inoltre, nel frattempo H.H., avendo sposato la madre di Lolita, ne è di-ventato anche il patrigno.

Lolita ha avuto un impatto potente sulla società al punto tale che ancora oggi, il titolo dell’opera, viene usato per definire adolescenti smaliziate e provocanti.

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Uno, nessuno e centomila, di Luigi Pirandello

La storia inizia con un evento fortuito e apparentemente insignificante. Vitangelo Moscarda, scopre dalla moglie di avere il naso storto, un dettaglio di sé stesso che egli non aveva mai notato.

Questa piccola coincidenza innesca un vortice di ragionamenti che lo portano, attraverso vari esperimenti, alla consapevolezza di non essere per gli altri come egli è per sé stesso. 

Un romanzo che rappresenta quasi il lascito ereditario del pensiero di Pirandello.

Ci racconta di crisi di identità e di consapevolezze nuove su come ci vedono gli altri e le nostre molteplici forme e identità.

E tu quale libro sceglieresti?

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The Serpent su Netflix, un serial killer attivo negli anni ’70

La storia segue Charles Sobhraj, un assassino, ladro e seducente maestro del travestimento, che si celava sulla via hippie tra Europa e Asia, uccidendo giovani occidentali che capitavano tra le sue grinfie. La serie è ispirata alla vera storia di Sobhraj, che è stato arrestato e condannato per i suoi crimini.

C’era una volta in America, un film da vedere e rivedere.

La potenza del film risiede nella sua capacità di farci sentire vicini a Noodles, condividendo con lui il peso delle scelte e il dolore delle perdite. La ricerca di Deborah, che attraversa decenni, ci mostra non solo l’evoluzione di un uomo, ma anche il cambiamento di un’intera società, testimoniando il modo in cui i sogni personali si intrecciano con le mutevoli realtà storiche.

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